Sostenibilità

Il mondo attorno a noi sta cambiando.

Per continuare a crescere nei prossimi dieci anni e oltre, dobbiamo guardare avanti, capire le tendenze e le forze che daranno forma alla nostra impresa in futuro e muoverci rapidamente per prepararci a quello che verrà.
È oggi che dobbiamo essere pronti al domani.

Uno degli elementi fondamentali, è stabilire la cultura aziendale e i suoi valori, in modo che essi vengano interiorizzati. Solo una piccola parte delle aziende riesce in questo processo e raggiunge la “velocità di fuga” superando l’essere una semplice azienda di persone.

La sfida non è solo essere una delle organizzazioni che hanno successo, si tratta anche di farlo prima che la concorrenza sia in grado di raggiungere a sua volta la propria velocità di fuga e finisca per dominare il mercato.

Ciò che caratterizza  l’identità di un’azienda è il suo sistema di valori, ovvero l’insieme di scopi, desideri o bisogni che contraddistinguono l’approccio alla strategia, al business e all’ambiente (compresi gli stakeholder) nel quale opera l’organizzazione.
I valori aziendali costituiscono dunque le linee guida fondamentali dell’attività aziendale ed è essenziale che questi siano accettati e adottati da manager e dipendenti nelle pratiche individuali, aziendali e di team.

Ma la sfida concreta che si pongono le organizzazioni odierne è: come applicare costantemente nella pratica aziendale il sistema di valori prescelto? Le risposte possono essere diverse.

Envisioning

E indispensabile adottare valori aziendali che consentano di favorire atteggiamenti e comportamenti dei dipendenti tesi a realizzare la mission aziendale (quello che siamo) intraprendendo al tempo stesso la direzione indicata dalla vision aziendale (quello che vogliamo essere nel prossimo futuro).

Differenziazione

Ovvero perché alcuni valori e non altri. È necessario chiedersi quali valori sono maggiormente corrispondenti alla cultura organizzativa, alla storia aziendale, alla tipologia di business e all’ambiente nel quale si opera, cercando di chiarire e specificare il più possibile.

Attivazione

Una volta definiti i valori aziendali è necessario declinarli nelle attività quotidiane dell’organizzazione. Non si tratta di un semplice supporto: manager, responsabili di linea e selezionati ambassador sono chiamati in prima istanza a parlare, vivere e collegare il sistema di valori ai progetti e alle attività aziendali implementate.

Motivazione

Si tratta in tal caso di giustificare i valori adottati, il che consente da un lato di diffonderli e integrarli nelle attività operative con maggiore facilità, dall’altro di evitare l’emergere di disallineamenti o sottoculture aziendali in contrasto con i valori stessi.  “Vedere” concretamente il carattere dell’organizzazione in azione attraverso i suoi core values poiché le decisioni vengono prese sulla base di ciò che conta veramente: come attrarre i migliori talenti, come reagire quando un prodotto può nuocere ai consumatori o come attuare processi formativi rivolti ai dipendenti.

Gestione

Singole iniziative di argomentazione e diffusione dei valori aziendali non sono sufficienti per una loro costante adozione nel medio-lungo periodo. Più che “iniziative spot” sono necessari un’attività e uno sforzo costanti di gestione aziendale incentrata sui valori di riferimento.

 

Possiamo quindi dire che una serie di elementi interni ed esterni determina il valore finale.

Da non sottovalutare è anche e soprattutto l’eticità di un azienda e di come quest’ultima la si attui nel processo aziendale.

Eticità

Usando le parole del filosofo Immanuel Kant, si può definire “etico” il comportamento di colui che opera guidato non da timori di punizione o speranze di ricompensa opportunistici ma dalla propria ragione “in modo di trattare l’umanità, così nella sua persona come in quella di ogni altro, sempre insieme come un fine, mai semplicemente come un mezzo per raggiungere un fine”.

Quando la riflessione sull’etica si sposta dall’agire individuale a un più ampio ambito organizzativo e di business, il concetto di responsabilità e consapevolezza individuale si lega inevitabilmente a quello di “Corporate Social Responsibility”.

L’obiettivo primario è quello di far sì che sia introdotta anche una valutazione etica, sia nel decidere i propri comportamenti sia nel valutare quelli degli altri, unendo in questo modo la sfera morale a quella manageriale, le responsabilità individuali a quelle dell’Azienda e la sfera professionale a quella organizzativa: ossia tradurre il ragionamento in una concreta azione etica.

I comportamenti delle persone che costituiscono l’organizzazione, partendo da coloro che dispongono di maggiore responsabilità e maggiore autorità, ne modellano e conformano l’immagine.

Esiste dunque un diretto rapporto tra rispetto delle regole, autorevolezza, affidabilità e successo dell’azienda.

Uno studio condotto alla Bocconi di Milano, ha evidenziato una strategia per aumentare le vendite: la responsabilità sociale, che alza la reputazione di una marca.
Ma fino a che punto?
Adesso, una ricerca ha stabilito che le scelte etiche dell’azienda non solo ce la rendono simpatica, ma alterano la percezione della qualità dei suoi prodotti.

Le imprese hanno percorso strade differenti nell’individuare, incrementare e comunicare i propri atteggiamenti etici. Così accanto ai codici etici, sono sorte intere sezioni di reportistica periodica al fine di accertare e rendere pubblici progetti e progressi dell’impresa sulla strada della responsabilità sociale.
Naturalmente, per sua stessa essenza, un comportamento etico è difficilmente misurabile.
Ed è proprio questa la difficoltà e la sfida che ricercatori ed imprenditori tentano di affrontare e risolvere: ricercare, cioè, nuove metodologie di calcolo e nuove misurazioni per trasformare un comportamento etico in performance aziendale.

L’etica aziendale fine a se stessa, con il solo scopo di incrementare il bene comune, rappresenta indiscutibilmente una virtù nel consesso umano e sociale, ma quando è riferita all’agire aziendale non si può disgiungerlo dal ritorno economico, rappresentando esso stesso un cambiamento nella condizione del business.

  • La trasparenza

La prima esigenza che può essere sinteticamente richiamata è quella della trasparenza, che tende a diventare – anche se lentamente ed in modo contrastato – una condizione essenziale d’accesso e permanenza sui mercati, non solamente finanziari, ove le risorse dovrebbero indirizzarsi preferibilmente nella direzione delle strutture produttive più performanti e virtuose. L’informazione è parte rilevante della vita democratica, in quanto consente non soltanto di fare scelte consapevoli, ma altresì di prevenire o fermare ogni sorta di possibili abusi da parte di taluni soggetti su altri.

  • La qualità

La seconda esigenza, mette in campo la qualità, largamente intesa. È un tema complesso, che si sviluppa ben oltre le esigenze di realizzare e fornire un prodotto conforme agli standard definiti ed alle specifiche attese del cliente, in relazione al prezzo pagato. La qualità investe direttamente le logiche della produzione in tutta la filiera, in tutte le fasi della catena di creazione del valore, seguendo la filosofia del Total Quality Management. Appare evidente come i percorsi verso le mille forme della qualità incorporino contenuti più elevati d’eticità rispetto alle precedenti logiche produttive che di tali percorsi tenevano conto in modo marginale. Un’organizzazione indirizzata alla qualità presenta caratteristiche di ordine, realizza un cambiamento di mentalità, consente di individuare errori, disfunzioni e relative responsabilità, cerca di rendere massima la creazione di valore ed ottimale il livello di sevizio reso. Tutto ciò acquista maggior rilievo in un’economia sempre più tesa alla realizzazione di prodotti che assumono sempre di più la configurazione di servizi ad alto valore per l’utilizzatore, offerti in sostituzione o – assai spesso – ad integrazione dei beni.

  • La cooperazione

Il tema della cooperazione è certamente il più suggestivo ed il più rilevante ai fini della valutazione dei contenuti etici dell’operare d’azienda. Aprire la discussione sulla cooperazione significa affrontare problematiche di grande apertura sociale. Ci riferiamo alle differenti forme di collegamento, collaborazione, alleanza tra organizzazioni produttive di ogni natura e dimensione, che hanno abbandonato il modello dell’assoluta autonomia ed hanno scelto di vivere la loro esperienza produttiva partecipando a più ampi sistemi, dai quali traggono parte non trascurabile delle risorse materiali ed immateriali necessarie a realizzare la combinazione produttiva e sostenere l’innovazione, per competere con successo e possibilità di sopravvivenza sul mercato globale. Orbene, quando le logiche del puro scambio lasciano il posto a quelle della sistematica collaborazione tra le parti, si assiste al superamento dei contenuti etici del rapporto contrattuale (correttezza delle parti nell’adempimento delle rispettive obbligazioni) a favore dell’imprevedibile potenziale etico (oltre che innovativo) che scaturisce dal dialogo, dalla condivisione dei progetti, dei rischi e delle relative responsabilità, nonché della produzione e dallo scambio di idee e conoscenze. Ma il tema della cooperazione investe anche le modalità attraverso le quali si realizzano i modelli decisionali all’interno delle organizzazioni. Assistiamo ad un lento passaggio da rapporti basati esclusivamente sulle forme della gerarchia, imperniate su regole e rigidità, a rapporti più flessibili e più largamente orientati alla partecipazione ed alla condivisione di responsabilità.

  • La salvaguardia ambientale

L’esigenza della salvaguardia ambientale, infine, ripropone all’ attenzione il ruolo esercitato dalla società sulle scelte operative e strategiche delle aziende: la crescente preoccupazione per i livelli di inquinamento ha imposto alle aziende più attente e puntuali politiche, anche innovative e complesse, rivolte alla tutela dell’ambiente naturale.

Quindi  la “Sostenibilità”  è…..

La “Sostenibilità” sino a ieri utilizzava termini (impatto ambientale, green company, paper less) che erano visti come un puro strumento di marketing ma si bloccavano di fronte al vero obiettivo di un’azienda in una società capitalistica ovvero il Profitto.

E se una cosa non genera profitto difficilmente verrà presa in considerazione.

Ora la sfida si è complicata, la sostenibilità ambientale non può essere vista come una trovata marketing ma è divenuta  una necessità per il futuro delle nostre generazioni.
Ora quando si parla  di “Sostenibilità” si deve intendere azioni atte a garantire:

  • Sostenibilità ambientale (green company): non solo risparmio carta ma rivedere tutti i processi finalizzati al minimo impatto ambientale
  • Sostenibilità sociale (Etica): creare Valore per chi opera con l’azienda . Ovvero dipendenti, collaboratori, clienti e fornitori; senza garanzia di crescita e di futuro si impoverisce il tessuto aziendale;
  • Sostenibilità aziendale (profitto): creare valore per chi investe nell’azienda

Un’azienda che abbia un basso impatto ambientale e tutte le realtà coinvolte felici ma senza utili rende felici tutti tranne gli investitori e di conseguenza fallisce.

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Pensare ad un’azienda che abbia come obiettivo la “Sostenibilità” reale.

Sostenibilità e altri valori

2018-01-28T11:44:38+00:00

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